Legge 101/2020: la risposta della Regione Lombardia

A quasi tre anni dall’entrata in vigore del decreto legge 101/2020, che ridefinisce le norme di sicurezza  per la protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni le Regioni, che in Italia sono state indicate come gli enti preposti ai controlli di norma, si sono attivate per definire le regole tecniche per la registrazione e la trasmissione dei dati degli indicatori dosimetrici delle apparecchiature RX.

 

Recentemente la Regione Lombardia ha approvato il documento “Indicazioni per la registrazione dei dati dosimetrici della diagnostica per immagini” Report n. 3, predisposto dalla Commissione tecnica regionale per l’attuazione della legge 101/2020 che adegua l’Italia alla normativa comunitaria Euratom. Secondo le indicazioni del Report, la registrazione dei dati ha l’obbligo di includere, tra gli altri, almeno il valore di DAP delle cosidette “altre attività radiologiche complementari all’esercizio clinico” di CBCT, ortopantomografi e apparecchi endorali. 

 

In attesa di direttive più precise, nella prassi di studi e laboratori si sono diffuse modalità di registrazione non standardizzate, che si basano sull’utilizzo ‘in loco’ di fogli elettronici di calcolo personalizzati, che prevedono un flusso di lavoro esclusivamente manuale ed espongono chi le adotta al rischio concreto di dispersione dei dati, parziale o totale.

 

Si tratta, in effetti, di modalità insicure e potenzialmente pericolose, poiché un semplice errore di impostazione del foglio di calcolo, o peggio ancora la perdita o la corruzione del file di registro o del supporto utilizzato per la sua registrazione implica la perdita di tutti gli indicatori, e di conseguenza l’impossibilità di soddisfare gli obblighi di legge.

Questi fogli di lavoro, inoltre, sono poco sicuri anche in relazione alla tutela della privacy e sono difficili da utilizzare per la generazione di statistiche. 

 

 

Come risolvere i problemi legati a questa modalità di archiviazione dei dati, che risulta poco sicura e complessa in termini esecutivi?  

 

Con Dentaldose la soluzione è a portata di clic, e soddisfare gli obblighi di legge diventa un’operazione semplice e sicura. 

La nuova web-app,  sviluppata insieme a Dentisti e Specialisti in Fisica Medica, è sempre accessibile online ed è in grado di gestire i dati radiologici per tutto il processo necessario, come impone la legge. 

Li conserva nei suoi server cloud in totale sicurezza, al riparo da danni e smarrimenti, e li predispone automaticamente per la trasmissione nei formati che garantiscono la totale compatibilità con le scelte, ancora non chiarite, di tutti gli Enti sul territorio italiano.

 

Con Dentaldose la reportistica si aggiorna di volta in volta in modo automatico, e giunge a destinazione con poche operazioni, con calcoli LDR e delle esposizione radiologiche di ogni diagnostica per range temporale, età e sesso, esportati nei formati richiesti dalle Autorità Competenti. Il tutto con una interfaccia personalizzabile, così da soddisfare le esigenze di ciascun studio dentistico. 

 

Dentaldose, inoltre, è in grado di recepire i dati raccolti in precedenza anche sui fogli di lavoro elettronici e più in generale sui “documenti separati da virgola” (CSV). In pochi clic, i dati di registrazione degli  strumenti diagnostici che utilizzano lo standard DICOM sono archiviati e pronti per la trasmissione alle autorità, senza problemi di compatibilità e manutenzione, nel rispetto del Regolamento generale sulla protezione dei dati del Garante della Privacy (GDPR). Questa è un’ulteriore funzione di grande importanza, soprattutto per la prima trasmissione, che giocoforza riguarda retroattivamente anche le registrazioni effettuate in assenza di direttive e non ancora inviate alle autorità competenti. 

 

Sicurezza, facilità, accuratezza e completezza: Dentaldose è lo strumento che ha in sé tutte queste caratteristiche.

 

Qualsiasi saranno le prossime disposizioni regionali che riguarderanno l’attuazione della legge 101/2020, è importante non farsi trovare impreparati per non incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa, che punisce la mancata verifica dei Livelli Diagnostici di Riferimento.

 

 

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